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Autore Topic: JACQUES PREVERT  (Letto 4255 volte)

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Offline mamy

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Re: JACQUES PREVERT
« Risposta #30 il: Martedì 22 Marzo 2011, 14:45:19 »
La bella stagione

A digiuno sperduta assiderata
Tutta sola senza un soldo
Ferma in piedi una ragazza
Età sedici anni
In Piace de la Concorde
Il quindici agosto a mezzogiorno.


Jacques Prèvert
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Offline lullina

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Re: JACQUES PREVERT
« Risposta #31 il: Venerdì 1 Aprile 2011, 10:20:25 »
Mio malgrado...

Assunto mio malgrado nella fabbrica delle idee
mi sono rifiutato di timbrare il cartellino
Mobilitato altresì nell'esercito delle idee
ho disertato
Non ho mai capito granché
Non c'è mai granché
né piccolo che
C'è altro.
Altro
vuol dire che amo chi mi piace
e ció che faccio.

Jacques Prévert
hai un cuore troppo grande per essere felice...

L'incoerenza è un rifugio dai confini invisibili, una sorta di scudo che protegge solo chi non lo può vedere.

Offline mamy

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Re: JACQUES PREVERT
« Risposta #32 il: Lunedì 4 Aprile 2011, 17:42:31 »
Lo sforzo umano

       Lo sforzo umano
        non è quel bel giovane sorridente
        ritto sulla sua gamba di gesso
        o di pietra
        e che mostra grazie ai puerili artifici dello scultore
        la stupida illusione
        della gioia della danza e del giubilo
        evocante con l'altra gamba in aria
        la dolcezza del ritorno a casa
        No
        Lo sforzo umano non porta un fanciullo sulla spalla destra
        un altro sulla testa
        e un terzo sulla spalla sinistra
        con gli attrezzi a tracolla
        e la giovane moglie felice aggrappata al suo braccio
        Lo sforzo umano porta un cinto erniario
        e le cicatrici delle lotte
        intraprese dalla classe operaia
        contro un mondo assurdo e senza leggi
        Lo sforzo umano non possiede una vera casa
        esso ha l'odore del proprio lavoro
        ed è intaccato ai polmoni
        il suo salario è magro
        e così i suoi figli
        lavora come un negro
        e il negro lavora come lui
        Lo sforzo umano no ha il savoir-vivre
        Lo sforzo umano non ha l'età della ragione
        lo sforzo umano ha l'età delle caserme
        l'età dei bagni penali e delle prigioni
        l'età delle chiese e delle officine
        l'età dei cannoni
        e lui che ha piantato dappertutto i vigneti
        e accordato tutti i violini
        si nutre di cattivi sogni
        si ubriaca con il cattivo vino della rassegnazione
        e come un grande scoiattolo ebbro
        vorticosamente gira senza posa
        in un universo ostile
        polveroso e dal soffitto basso
        e forgia senza fermarsi la catena
        la terrificante catena in cui tutto s'incatena
        la miseria il profitto il lavoro la carneficina
        la tristezza la sventura l'insonnia la noia
        la terrificante catena d'oro
        di carbone di ferro e d'acciaio
        di scoria e polvere di ferro
        passata intorno al collo
        di un mondo abbandonato
        la miserabile catena
        sulla quale vengono ad aggrapparsi
        i ciondoli divini
        le reliquie sacre
        le croci al merito le croci uncinate
        le scimmiette portafortuna
        le medaglie dei vecchi servitori
        i ninnoli della sfortuna
        e il gran pezzo da museo
        il gran ritratto equestre
        il gran ritratto in piedi
        il gran ritratto di faccia di profilo su un sol piede
        il gran ritratto dorato
        il gran ritratto del grande indovino
        il gran ritratto del grande imperatore
        il gran ritratto del grande pensatore
        del gran camaleonte
        del grande moralizzatore
        del dignitoso e triste buffone
        la testa del grande scocciatore
        la testa dell'aggressivo pacificatore
        la testa da sbirro del grande liberatore
        la testa di Adolf Hitler
        la testa del signor Thiers
        la testa del dittatore
        la testa del fucilatore
        di non importa qual paese
        di non importa qual colore
        la testa odiosa
        la testa disgraziata
        la faccia da schiaffi
        la faccia da massacrare
        la faccia della paura.


Jacques Prévert
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Re: JACQUES PREVERT
« Risposta #33 il: Venerdì 15 Aprile 2011, 18:40:21 »
IL GIARDINO

mille anni e poi mille
non possono bastare
per dire
la microeternità
di quando m'hai baciato
di quando t'ho baciata
un mattino nella luce dell'inverno

Jaques Prévert
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Re: JACQUES PREVERT
« Risposta #34 il: Giovedì 5 Maggio 2011, 22:27:55 »
Quando dormi

"Tu dormi tu la notte
io invece ho l'insonnia
ti vedo dormire
e ciò mi fa soffrire.

I tuoi occhi chiusi il tuo gran corpo disteso
è meraviglioso ma tutto ciò mi fa piangere
e improvvisamente ecco tu ridi
tu ridi a scrosci dormendo
dove sei in questo momento
dove sei andato dimmi la verità
forse con un'altra donna
lontano lontano in un altro paese
e con lei tu ridi di me.

Tu dormi tu la notte
io invece ho l'insonnia
ti vedo dormire
e ciò mi fa soffrire.

Mentre tu dormi non so se mi ami
mi sei vicino ma anche così distante
io sono tutta nuda e te aggrappata
ma è come se fossi assente
e sento tuttavia battere il tuo cuore
non so se batte per me
non so niente non so niente
vorrei che il tuo cuore si fermasse
se un giorno non mi amassi più.

Tu sogni tu la notte
io invece ho l'insonnia
ti vedo sognare
e questo mi fa piangere.

Tutte le notti io piango tutte le notti
e tu tu sogni e tu sorridi
ma questo non può più durare
una notte certo io ti ucciderò
e finiranno allora i sogni tuoi
e siccome son decisa a togliermi la vita
anche la mia insonnia finirà
I nostri due cadaveri riuniti
insieme dormiranno nel gran letto.

Tu sogni tu la notte
io invece ho l'insonnia
ti vedo sognare
e questo mi fa piangere.

Arriva l'alba e subito ti svegli
ed è a me che tu offri un sorriso
sorridi con il sole
ed io non penso più alla notte
tu dici le parole sempre uguali
- Hai passato una buona notte?-
e come ridestata io ti rispondo
- Sì mio caro ho dormito bene
e come ogni notte t'ho sognato"

Jacques Prevert
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Re: JACQUES PREVERT
« Risposta #35 il: Lunedì 9 Maggio 2011, 21:16:25 »
Canzone per i bambini l'inverno

    Nella notte d'inverno
    galoppa un grande uomo bianco
    galoppa un grande uomo bianco

    è un omone di neve
    ha una pipa di legno
    un omaccio di neve
    inseguito dal freddo

    arriva in paese
    arriva in paese
    vedendo la luce
    si sente sicuro

    in una casetta
    entra e non bussa
    in una casetta
    entra e non bussa
    e per riscaldarsi
    e per riscaldarsi
    si siede sulla stufa arroventata
    e d'improvviso ecco che scompare
    e rimane solamente la sua pipa
    proprio nel mezzo di una pozzanghera
    e rimane solamente la sua pipa
    e il suo vecchio cappello.

Jacques Prévert
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Re: JACQUES PREVERT
« Risposta #36 il: Martedì 17 Maggio 2011, 21:30:00 »
A CHE PENSAVI?

Prima vestita poi rivestita
a che pensavi
svestita

Lasciavo il mio visone al guardaroba
e andavo nel deserto
vivevamo d’amore e d’acqua fresca
Ci amavamo in povertà
mangiavamo i nostri panni sporchi in famità
e sulla tovaglia di sabbia nera tintinnavano
le stoviglie del sole
Ci amavamo in povertà
vivevamo d’amore e d’acqua fresca
io ero la tua nuda proprietà.

Jacques Prévert
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Re: JACQUES PREVERT
« Risposta #37 il: Mercoledì 18 Maggio 2011, 21:24:12 »
Pericoloso e tenero il volto dell'amore

Pericoloso e tenero
il volto dell'amore
m'è apparso la sera
d'un lunghissimo giorno
Forse era un arciere
con l'arco
o un musicante
con l'arpa
Non so più
Non so niente
La sola cosa che so
è che mi ha ferita
forse con una freccia
forse con una canzone
La sola cosa che so
è che mi ha ferita
ferita al cuore
ferita per la vita
E brucia come brucia
la ferita dell'amore.

Jacques Prévert
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Re: JACQUES PREVERT
« Risposta #38 il: Domenica 22 Maggio 2011, 21:22:50 »
Brutta serata

    L'uomo è la
    contro un muro
    vicino a un armadio
    sul tavolo c'è un portacenere
    l'omo è là
    e c'è contro di lui la sofferenza
    l'angoscia
    c'è anche una donna
    che è là
    gli amici se ne sono andati
    altre donne se ne sono andate
    un gatto
    contraddizioni come zanzare
    e fa una strana faccia
    l'uomo che guarda la donna che lo guarda
    sa certe cose
    indovina
    e dice
    eccoci qua
    sto per soffrire terribilmente
    non c'è niente da fare
    è cotto
    sorride
    ma ha almeno 250 di febbre
    un dolore da bambino
    come un maneggio
    con gli anelli da infilare a ogni curva
    senza riuscirci
    un dolore d'uomo
    cupo paesaggio
    cose già viste
    e che ritornano dicendo
    non è lo stesso
    è molto meglio
    orchestra singhiozzi
    fantasmi con la faccia di cuore
    sorridenti certezze d'infelicità
    lamenti
    deliziosi sorrisi
    bisturi...
    dolore d'uomo
    irrisoria romanza sanguinante
    storie di calendario
    velocità degli anni
    cognome Dicembre
    nome Giovedì
    matricola 23
    l'anno scorso
    quest'anno
    l'anno venturo
    e l'uomo si dice
    quando si ha mal di denti
    si va dal dentista
    per i piedi c'è il pédicure
    contro l'angoscia e la sofferenza
    che posso fare
    sono ancora una volta
    del tutto perduto...
    ancora una volta mi porto dietro
    qualcuno nella mia caduta
    ecco che torna la nebbia l'amore gli uccelli della felicità
    che nebbia schifosa
    e che schifosi uccelli
    grandi volatili sentimentali
    uccelli dallo sguardo piangente
    andate a picchiare nel muro
    battete le ali
    picchiate contro i mobili
    sudici uccelli di polvere
    cantate falsi la canzone stonata
    falsi volate
    piangete falsi
    impagliati
    automi
    antiquari
    colombi da cartolina
    uccelli con la faccia da ubriacone
    avete nel becco di cartone
    la lettera anonima dell'amore
    uccelli di tutti i paesi
    uccelli di tutti i rami di tutti gli alberi di tutti i paesi
    usignoli de Giappone
    unitevi
    uccelli del paradiso
    uccelli mosca
    uccelli rapaci
    pellicani
    pinguini
    passerotti
    unitevi
    pavoni gridate come pavoni
    uccelli cantate a squarciagola in tutto il mondo
    aquile marine gridate da aquile marine
    e tu bozzagro
    fai il verso del bozzagro
    usignolo
    l'uomo ti ha cavato gli occhi
    perché tu canti meglio
    ma questo ci apre gli occhi
    l'uomo è un bel co*****e
    con la sua bella cartolina in mano
    l'uomo che recita il suo monologo da piccione
    amore sempre
    lo stesso amore
    l'uomo che vuole vedere vecchio l'amore
    uccelli migratori
    fermate i vostri viaggi
    uccelli blu
    cucù
    gridate cucù
    gridate a squarciagola
    unitevi
    il mondo deve sapere
    che l'amore non deve più
    l'amore possedere
    fermate i simulacri
    uccelli notturni
    uccelli diurni
    un uccello non appartiene a un altro uccello
    la donna non appartiene all'uomo
    né l'uomo alla donna
    cucù gridate a squarciagola e dite
    mescolate le uova
    cambiate nido
    fuori la testa dalla sabbia struzzi
    dite quel che avete da dire
    l'uomo
    gli uomini non hanno l'aria
    di voler smettere di soffrire
    e io sono uno di loro
    gli uomini non hanno l'aria
    di voler smettere di far soffrire
    ma che cos'ha dunque nel corpo
    tutta questa gente...

    Nel fondo
    tutto ciò che racconto
    uccelli che non mi sentite
    è per passare il tempo
    per nascondermi un po'
    e l'uomo continua vicino al suo armadio
    silenzioso
    lancia ridicoli appelli
    grida aiuto senza parlare
    ha pensato uccello
    s'aggrappa agli uccelli
    se avesse pensato sedia supplicherebbe i mobili
    tocca gli oggetti
    li accarezza
    la scatola dei fiammiferi
    il portacenere
    perde la bussola
    perde la testa
    la sofferenza è pronta
    sta per annegarlo...
    si è fatta molto bella
    per venire a cercarlo
    ha la faccia della giovinezza
    e piccolissimi piedi
    e anche lei soffre
    si lamenta...
    ed è un lamento vero
    ma è stato imparato
    e c'è qualcosa che zoppica in quel lamento
    l'uomo si aggrappa ai mobili
    la sofferenza si attacca a lui e ride
    immediatamente subito
    l'uomo per farla tacere
    cerca di farla soffrire...

Jacques Prévert  da "Le foglie morte"
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Re: JACQUES PREVERT
« Risposta #39 il: Giovedì 26 Maggio 2011, 21:09:39 »
Canzone del carceriere

    Dove vai bel carceriere
    Con quella chiave macchiata di sangue
    Vado a liberare la mia amata
    Se sono ancora in tempo
    L'avevo chiusa dentro
    Teneramente crudelmente
    Nella cella del mio desiderio
    Nel più profondo del mio tormento
    Nelle menzogne dell'avvenire
    Nelle sciocchezze del giuramento
    Voglio liberarla
    Voglio che sia libera
    E anche di dimenticarmi
    E anche di lasciarmi
    E anche di tornare
    E di amarmi ancora
    O di amare un altro
    Se un giorno le va a genio
    E se resto solo
    E lei sarà andata via
    Io serberò soltanto
    Serberò tuttavia
    Nel cavo delle mani
    Fino alle ultime mie ore
    La dolcezza dei suoi seni plasmati dall'amore.

Jacques Prévert
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Re: JACQUES PREVERT
« Risposta #40 il: Martedì 31 Maggio 2011, 21:06:43 »
   Mille anni e poi mille

    Mille anni e poi mille
    Non possone bastare
    Per dire
    La microeternità
    Di quando m'hai baciato
    Di quando t'ho baciata
    Un mattino nella luce dell'inverno
    Al Parc Montsouris a Parigi
    A Parigi
    Sulla terra
    Sulla terra che è un astro.

Jacques Prévert
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Re: JACQUES PREVERT
« Risposta #41 il: Lunedì 6 Giugno 2011, 22:45:17 »
La disperazione è seduta su una panchina

         In un giardinetto su una panchina
         C'è un tale che vi chiama se passate
         Ha un paio d'occhialini un vecchio abito grigio
         Fuma un piccolo sigaro è seduto
         E vi chiama se passate
         O più timidamente vi fa un cenno
         Non bisogna guardarlo
         Non bisogna ascoltarlo
         Ma tirar dritto
         Fingere di non vederlo
         Fingere di non averlo neppure sentito
         Passare via frettolosi
         Perchè se lo guardate
         O se gli date retta
         Vi fa un suo cenno e niente nessuno
         Vi può impedire di sedergli accanto
         Allora vi guarda in faccia vi sorride
         Facendovi soffrire atrocemente
         E lui continua il suo sorriso
         E voi stessi sorridete esattamente
         Di quel sorriso
         Più sorridete e più soffrite
         Atrocemente
         E più soffrite più sorridete
         Irrimediabilmente
         Restando fissi là
         Come congelati
         Sorridendo sulla panchina
         Bambini giocano a due passi da voi
         Passanti passano
         Tranquillamente
         Uccelli volano
         Volano via da un albero
         Si posano su un altro
         E voi restate là
         Sulla panchina
         E già sapete bene
         Che non potrete più
         Giocare come quei bambini
         Sapete che non potrete più
         Passare come quei passanti
         Tranquillamente
         Né che mai più potrete volar via
         Lasciando un albero per l'altro
         Come quegli uccelli.

Jacques Prévert
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« Risposta #42 il: Giovedì 16 Giugno 2011, 22:33:29 »
Mai e poi mai

A notte fonda, all'alba
Mai e poi mai, sempre e poi sempre
ti amerò. Ecco cosa le cantava.
Il cuore freddo di lei gli si mostrava
Vorrei che amassi me soltanto.
Lui le diceva che era pazzo di lei
e che lei era un po' troppo ragionevole per lui
Mai e poi mai, sempre e poi sempre
a giorno fatto e notte fonda.
Certo, se dico che t'amo
T'amo da morire
e un po' anche per viverne.
E non voglio dire che non amo che te
Che non mi piace andarmene
andarmene per tornare
che non mi piace ridere
e che alle tue tenere lacrime
non preferisco il tuo sorriso.
Ama me soltanto, dice lei
o sennò non conta niente.
Cerca di capire
Capire non m'importa
Hai ragione, non si tratta di capire
Si tratta di sapere.
Non voglio sapere niente
Hai ragione, non si tratta di sapere
Si tratta di vivere, di essere, di esistere
Guarda che non esiste
io voglio che tu mi ami
e che ami soltanto me
Ma voglio che altre ti amino
e che tu ti neghi loro
a causa mia.
Terribilmente avida
è colpa mia se son fatta così.
Va beh, dice lui, e se ne va.
Mai e poi mai all'alba
In piena notte sempre e poi sempre
Non vale la pena di tornare....
Lei gli ha buttato le valigie dalla finestra
e lui è in strada
solo con le valigie.
Eccomi qui solo come un cane sotto la pioggia
Poi si accorge che non piove.
Peccato, è meno bello.
In fin dei conti non si può avere tutte
le sere una tempesta di neve
e lo scenario non sempre è
drammatico come si vorrebbe.
L'uomo lascia cadere le valigie
le camicie, il rasoio elettrico
le boccette e le mani nelle tasche
il bavero del soprabito sollevato...
S'infila nella nebbia
ma non c'è nebbia
ma l'uomo pensa
Lascio i bagagli e m'infilo nella nebbia.
Allora c'è nebbia
e pensa al suo grande amore
e fa vibrare i violini del ricordo
e affretta il passo perchè fa freddo
e passa un ponte e torna sui suoi passi
e passa un altro ponte
e non sa perchè.
Uomini e donne escono da un cinema
dove dietro un cartellone c'è un sacerdote
E la folla se ne va e la luce si spegne
Il prete resta.
Che starà combinando quel prete dietro
il cartellone?
Appena l'uomo lo guarda il prete sparisce
ma di quando in quando fa capolino
come il frate della cassetta
dei più rudimentali barometri
Una testa piatta e livida
come una luna malata
come un vecchissimo bianco d'uovo
su un piatto bisunto.
E poi in fin dei conti cosa può importarmi
quel cinema potrebbe essere
il locale notturno di quel prete
Ma il prete lancia un urlo
come una donnicciola che venga sgozzata
come un barboncino che ha le cuoia
nelle nebbie di Londra
in piena Parigi di notte
l'uomo scappa
Mai e poi mai, sempre e poi sempre
Inseguito dal suo grande amore......

Pablo Neruda

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Re: JACQUES PREVERT
« Risposta #43 il: Sabato 18 Giugno 2011, 22:33:20 »
Un' arancia sulla tavola

Un' arancia sulla tavola
il tuo vestito sul tappeto
E nel mio letto tu
Dolce presente del presente
Freschezza della notte
Calore della mia vita.

Jacques Prevert

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Re: JACQUES PREVERT
« Risposta #44 il: Sabato 16 Giugno 2012, 10:28:45 »
Metto qui questi video delle poesie di Prevert, anche se sono già state inserite nel forum:

<a href="http://www.youtube.com/watch?v=Ks4E1ESoSyc" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=Ks4E1ESoSyc</a>

<a href="http://www.youtube.com/watch?v=qe9H3JR-y2A" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=qe9H3JR-y2A</a>

<a href="http://www.youtube.com/watch?v=oMvSBWOWpUQ" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=oMvSBWOWpUQ</a>


 :kiss:
Ora non è il momento di pensare a quello che non hai. Pensa a quello che puoi fare con quello che hai. (E. Hemingway)
Sono le nostre azioni a dire chi siamo! ok ok ok Vivi ogni momento come se fosse l'ultimo!!!

...a fasi alterne

 

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